Ormai è
consuetudine
fare uso di fumo o nebbia artificiale negli show televisivi
per evidenziare
l'effettistica
luci a livello tridimensionale.
Fin quì la cosa
sembra ovvia e semplice.
All'inizio di un
qualsiasi
montaggio luci normalmente si decide oltre al piazzato
illuminotecnico la
corretta
distribuzione dell'eventuali macchine per il fumo
tenendo conto delle
solite
variabili causate da aria condizionata e calore.
Normalmente perdendoci
un pò di tempo nelle prove si ottengono degli
ottimi risultati sulle
luci effetti ad occhio nudo ... ma in TV ???
E quì nascono le NUOVE rogne
!
Ultimamente i progressi
qualitativi delle telecamere odierne hanno fatto passi da
gigante. Le migliorie
a livello risolutivo dell'immagine ormai sono al limite del
sistema analogico PAL,
quindi non si può andare oltre. Dove si è scatenata la
fantasia
ingegneristo-elettronica
delle varie case produttrici di mezzi da ripresa televisiva?
Nei sofisticati
controlli
dell'immagine ed in particolare nel processo di estrazione dei contorni.
In breve vediamo che
cosa è un estrattore di contorni di una telecamera:
All'interno di una
telecamera
esistono logicamente vari circuiti destinati a leggere
le informazioni
provenienti
dai CCD ( sensori di ripresa
). ma uno solo l'estrattore di
contorni
qualche
volta ci crea dei problemi sull'effettistica.
Vediamo
come agisce il suddetto dispositivo:
Una
normale immagine televisiva nei casi migliori qualitativi è
composta
da
circa
400 linee di risoluzione. Quindi se i particolari dell'immagine cadono
in
questa
matrice verranno visti con chiarezza sullo schermo, tutto ciò
che
avrà
dimensioni
più piccole purtroppo no. Quindi che cosa si sono inventati per
ottenere
una "apparente" immagine definita... un circuito che aggiunge
all'immagine
dei contorni esaltati.
Mi
spiego:
Se
una telecamera inquadrasse una stoffa con dei motivi grafici geometrici
noi
vedremo solo quello che la risoluzione della ripresa consente (righe).
Ma
se aggiungiamo dei bordi bianchi brillanti ad ogni contorno verticale
ed
orizzontale
vedremo
un immagine "apparentemente" più definita. In poche parole
questo
circuito
andrà
ad amplificare solo i particolari più piccoli come nell'audio
per
ascoltare
meglio
un pizzicato di chitarra alziamo il livello degli acuti.
ESEMPIO:
-
foto di Valentina Cairoli -
Dalle foto si vede
molto
bene la differenza nonostante la risoluzione sia rimasta
identica ( 150
righe ), la foto di sinistra contiene le stesse
informazioni
della sua copia
di destra che è
stata passata per l'estrattore di contorni.
Logicamente
ho esagerato la differenza per la migliore comprensione.
- -
ALLORA... dopo aver
capito
tutti i principi di questo circuito elettronico esaminiamo
il problema dal lato
nostro, cioè illuminotecnico.
Un piazzato luci
effetti
con l'utilizzo del fumo ci renderà leggibili tutti i fasci di
luce
bianchi o colorati su
di uno sfondo possibilmente sottotono.
Che cosa accadrà
riprendendolo con una telecamera e lavorando sui contorni della
immagine televisiva ?
Nel caso di una
esaltazione
dei contorni i fasci di luce bianchi su fondo colorato
appariranno più
evidenti e brillanti guadagnando sicuramente d'impatto emotivo.
Nel caso contrario,
cioè
ammorbidendo i contorni i fasci di luce bianca più fini
spariranno trasformando
il piazzato luci in una pseudo diffusa colorata !?
Ancora peggio, in
alcune
telecamere ci sono dei circuiti per il controllo dei contorni
regolabili oltre che
sul livello anche sul colore dove si interviene.
In poche parole si
può
decidere di ammorbidire i contorni solo sul rosso ( ad
esempio ),
quindi sui visi senza
toccare il resto dei colori a favore dei primi piani di persone non
proprio
"giovanissime"
trasformando
tutti in pupi di 3 anni !?
Quindi anche questa
nuova
possibilità elettronico-fotografica può essere deleteria
per la ripresa di
effettistica
magari bianca su fondo rosso... addio ai disegni !
Comunque c'è
sempre
il giusto compromesso tecnico.
Secondo me una buona
organizzazione tra luci e controllo camere è indispensabile
per il raggiungimento
di un ottimo risultato di ripresa televisiva. Decidere all'interno
dello show la
quantità
di fumo e l'adeguata regolazione dei contorni del momento,
provare con il
controllo
camere tutti gli effetti luci importanti in modo da non compromettere
gli eventuali primi
piani
critici ed il resto della scenografia. Di questi tempi poi sono molto
diffusi programmi TV
a tipologia mista con spettacoli musicali e talk-show che impegnano
molto dal lato della
scelta del tipo di fumo e il settaggio delle telecamere.
Concludendo direi che
effettistica luci, fumo e controllo camere sono ingranaggi
dello stesso meccanismo
quindi devono lavorare sincroni.
- -
Lo
sò ... torniamo al solito discorso, l'industria televisiva
è
sempre più restia a "perdere tempo"
in
prove che possano incrementare la qualità ... PEeeeRCARITA' !!!
Enrico
Cairoli
©
2002
© Enrico Cairoli 2002